La musica di sottofondo influenza la percezione del vino
Da un esperimento della Heriot Watt University. È stato dato un bicchiere dello stesso vino da sorseggiare a 250 persone che sono state divise tra quattro stanze dove erano diffuse in sottofondo le seguenti musiche:
Stanza 1: potente e pesante (Carmina Burana – Orff)
Stanza 2: sottile e raffinata (Valtzer dei fiori (Schiaccianoci) – Tchaikovsky)
Stanza 3: briosa e rinfrescante (Just Can’t Get Enough – Nouvelle Vague)
Stanza 4: dolce e morbida (Slow Breakdown – Michael Brook)
È stato poi loro chiesto di definire il vino bevuto con una coppia di aggettivi da scegliersi tra quelli che definivano la musica delle varie stanze (es: potente e pesante). Per ciascun gruppo di ciascuna stanza, per una percentuale variabile dal 25% al 60%, la percezione del vino si è discostata dalla media generale verso la definizione del vino che ricalcava la musica della propria stanza. Il gruppo che aveva sentito una musica sottile e raffinata si era quindi orientato in maggioranza a definire anche il vino come sottile e raffinato, e così era funzionato per tutti gli altri gruppi. Se manca lo Champagne, può dunque bastare un CD dei Rolling Stones?