Praesidium: fuori dal coro

“Una piccola casa, una piccola cantina e un solo vino, che cercare di inquadrare in poche righe è un’impresa davvero ardua. Se in certi casi infatti è selettivo e umorale (vedi il 2001), in altri – come il 1997 – è un vino capace di trasformarsi con l’affinamento in bottiglia e di smussare la sua esuberante rusticità. Poi c’è il 2003, ultimo in commercio e addomesticato dalla barrique quel tanto che basta per renderlo subito più appetibile, senza con questo privarlo di un’originalità olfattiva che spazia dal cuoio alla carne, alla cipolla stufata, al catrame e via di questo passo fino farti desiderare un banchetto rinascimentale. Ottimo poi anche il tannino, che gratifica e allunga senza eccessi e senza interruzioni.

Altrettanto intrigante, ma su un registro completamente diverso (tanto da farti pensare a qualcosa tipo dottor Jekyll e mister Hyde in versione enoica), è il Ratafià, un liquore di ciliegie dalla purezza e dalla fragranza a dir poco inebrianti. Imperdibile.”– Alessandro Masnaghetti, Enogea 23, feb/mar 2009