Il Clos Vougeot: opulento e rurale

“Quando l’abbazia di Cîteaux è stata creata nel 1098, solo i vigneti della parte alta dell’attuale Clos Vougeot erano messi in valore. Otto ‘journaux de friches’ (appena tre ettari) nell’attuale parte bassa costituirono il centro primitivo della futura vigna emblematica dei monaci bianchi che stabilirono qui tutti i grandi principi di cultura, di vinificazione e di affinamento dei grandi vini di territorio.

Quattro oscuri donatori avevano ceduto queste terre ‘per il rimedio delle loro anime e quelle dei loro predecessori’ con l’ausilio di 20 ‘sols’ (una sterlina o 12 denari). Un po’ più tardi, nel 1108 l’abbazia di Saint-Germain gli trasferiva quattro ‘giornate’ di terre che fiancheggiavano. Wiriac de Chambolle ne aggiunse alcune. Altri li imitarono… Nel 1162, il duca di Bourgogne Eudes II confermò le liberalità dei suoi predecessori e rinunciò ai suoi diritti ducali sulle vigne cistercensi. Il Papa Alexandre III , di passaggio a Sens, mise ‘in tutta franchigia’ e per sempre sotto la protezione di Saint-Pierre, l’abbazia insieme al Clos Vougeot con le sue cantine e le sue dipendenze. Si pensa, senza esserne certi, che i limiti attuali del domaine siano stati stabiliti nel XII° secolo, con la certezza che lo fossero all’inizio del XV° secolo. Ancora oggi, interamente chiuso da pareti, con le sue cantine e i suoi castelli perfettamente conservati, il Clos Vogeot è il più esteso dei Grand Crus della Côte de Nuits.

Oggi le più belle ‘cuvées’ offrono dei vini magnifici di eleganza e di razza, molto ‘terrosi’, marcati da complessi aromi di ciliegie nere, di prugne e di spezie. Invecchiando gli aromi si compongono ammirevolmente, la polpa si fonde per mostrare una struttura di velluto.” – Jacky Rigaux, Grands Crus de Bourgogne