Produttori di vini naturali, attenzione al trappolone!…
“Girano strane voci, messe artatamente in circolazione anche su qualche wine blog, si può immaginare da chi, che il prossimo anno rassegne come Vino Vino Vino e Vin Natur potrebbero svolgersi non nelle sedi che le hanno accolte quest’anno, e che fisicamente dimostrano una loro alterità rispetto al Vinitaly, ma nientemeno che confluire all’interno dello stesso Circo Barnum veronese, in un padiglione interamente dedicato. Magari presentato con un marchio accattivante, tipo Vini della terra, creato ad hoc e depositato.
E così, spacciata come operazione culturale, come apertura democratica ad una diversa idea del vino, ma in realtà costruita come processo di normalizzazione prenderebbe forma una vera e propria operazione di disinnesco della carica rivoluzionaria di chi il vino lo vive, lo produce, lo commercializza e lo promuove in maniera completamente diversa.
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In fondo, se un certo tipo di consumatore consapevole mostra di averne le ‘scatole’ piene di quei vini seriali, vini marmellata, vini industriali, vini ‘commodity’ costruiti a tavolino per compiacere il mercato e se tanta gente mostra sincero, anzi, genuino interesse per i vini naturali, perché mai quel Grande Barnum, quella perfetta vetrina del Vino Italiano che è il Vinitaly dovrebbe continuare ad ignorarli?
Perché non includerli dunque e cercare di dimostrare che grandi differenze in fondo non ci sono e che si tratta solo di un diverso modo di affrontare il mercato, e alla fine di presentarsi e di vendere?
Cari amici produttori di vini naturali, attenti al trappolone, alla polpetta avvelenata che qualcuno vorrebbe spacciarvi per manicaretto!” – Franco Ziliani, vinoalvino.org