Viña Tondonia Blanco Gran Reserva 1973

“Un commento che odo sempre è che in Spagna non si fanno buoni vini che tengano anni in bottiglia, che invecchino bene e che possano non già mostrare le proprie virtù in capo a pochi anni, ma anche solo mantenersi vivi.

Così è. È un tema ricorrente, un’opinione generalizzata, pensare che il soggetto incompiuto della viticoltura spagnola siano i vini bianchi da invecchiamento.

Ma generalizzare ha sempre i suoi pericoli. Si corre il rischio di incappare in esempi del contrario.

È un piacere denudare la bottiglia dalla rete dorata, così classica. Frangere la ceralacca con attenzione fino ad aprirsi lo spazio sufficiente per stappare senza rompere il tappo. Verificare come il tappo stia in perfette condizioni: solido e compatto. Ricevere nelle narici le prime impressioni: perfetto, né ossidazione, né riduzione eccessiva. Finalmente versare il vino nel bicchiere e cominciare ad ascoltare quello che ha da dirci.

Ci parla con voce tersa e soave, con un discorso marcato dall’età, come non potrebbe essere diversamente: mieli, cere, favi; sottobosco, erbe aromatiche, camomilla; mela cotogna, pompelmo, susina bianca. Complessità. Ci sorprendono note di idrocarburi come nei vecchi riesling.

In bocca, buon corpo, untuoso e con l’acidità in primo piano che dà freschezza e vita. Buona persistenza e nel retrogusto, di nuovo, erbe e fiori secchi.

Un vino complesso e sorprendente. Unico nel suo genere. Un’eccellente dimostrazione di tipicità che non ci lascia indifferenti.

Senza dubbio, è valsa la pena aspettare.” – Directo al Paladar, aprile 2008