Brunello 2004? Da Decanter una mezza bocciatura
« “Anche per gli inglesi c’era molta aspettativa, dopo la prova molto interlocutoria (si dice cosi?) offerta dai della torrida, estrema annata 2003, per i Brunello di Montalcino di quell’annata 2004 che era stata presentata, urbis et orbis, anche dal Consorzio, come la “grande annata a cinque stelle”, quella del riscatto, dopo i pasticci, diciamo così, combinati nell’annus horribilis (solo in quell’anno?) di Brunellopoli.
Invece, come ho raccontato in un ampio resoconto pubblicato – leggete qui – sul sito Internet dell’A.I.S., è successo che dopo aver organizzato nei mesi scorsi a Londra un corposo wine tasting di 157 Brunello 2004, Decanter se ne sia uscito, per fortuna nel numero di agosto, che gode di minore visibilità rispetto a quelli di giugno o ottobre, con un corposo resoconto della degustazione
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Ben più preoccupanti sono i commenti al tasting, raccolti dall’editor della rivista Guy Woodward, relativi alle opinioni espresse da un tasting panel composto da otto persone, tra cui due Master of Wine (una delle quali l’ottima Rosemary George, che i vini toscani li conosce benissimo), e da esperti di grande esperienza come Margaret Rand, Anthony Rose, Walter Speller e Steven Spurrier.
Basterebbe l’occhiello dell’articolo, che recita: “l’inconsistenza dei vini manda a pallino quella che era attesa e considerata come una grande degustazione, con i giudici che hanno trovato molti vini semplici e diluiti, espressione di un’annata cinque stelle”
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Dall’articolo scaturisce un’opinione condivisa secondo la quale molti dei Brunello 2004 non presentino affatto un valido rapporto prezzo-qualità. Per Margaret Rand “lo standard dei vini era abbastanza alto, ma non abbastanza per il loro prezzo”, con una tendenza del celebre vino toscano “a dormire sui propri allori”. » – Franco Ziliani, vinoalvino.org, 16 luglio 2009